STEPS KENYA - Barbara Deiana 2014

Inserito il 02/12/2014 alle ore 20:37

“Il Kenya....famoso Paese dell’ Africa Orientale, noto per le sue spiaggie coralline, i suoi resorts da sogno.....ci va in vacanza anche Briatore.....sicuramente ci sara’ poverta’ ma non sara’ mai peggio delle favelas brasiliane, delle baraccopoli thailandesi o dell’ Africa Occidentale”

 

Questo era il mio pensiero al momento della partenza....mai mi sarei immaginata di dovermi ricredere tanto amaramente!! Forse ho peccato un po’ di troppa sicurezza, pensavo di aver gia’ visto tutto nella vita, ma questa volta in realta’ mi sono spinta un po’ troppo in la’.....mettendo potenzialmente in pericolo anche la mia salute e la mia stessa persona.

Al mio arrivo puntualissimi c’e’ qualcuno ad attendermi, ottimo segno di serieta’ perche’ passare dall’ assistenza di una associazione italiana a una africana puo’ essere un grosso punto interrogativo.

Da subito mi sono accorta che in realta’ il Kenya sarebbe potuto essere diverso da quello che avevo disegnato nella mia mente....l’ aeroporto di Nairobi e’ fatiscente, le piste quasi buttate nell’ erba da sembrare inadeguate per tutti quei boeings, il controllo dei bagagli avviene manualmente (facendoli aprire e frugandoci dentro) e il rilascio del visto avviene a seconda della simpatia inspirata (per fortuna a me e’ toccato un bel ragazzo e con un bel sorriso l’ ho ottenuto in 5 minuti....ma questa non era una novita’....normale prassi Africana!). Ostello nella norma dove ho passato 2 notti prima di partire per la mia destinazione finale.

Il secondo giorno in Kenya ho modo di conoscere l’ ufficio e il personale dell’ ICYE Kenya. Come mi era stato comunicato in Italia Sylvia e’ la mia referente....e’ una ragazza bellissima....da subito andiamo d’ accordo....passiamo tutto il giorno assieme e parliamo tanto. Quasi mi fa’ ridere raccontandomi le disavventure dell’ ultima ragazza italiana arrivata da loro (che ho pure conosciuto in Italia in videochiamata con l’ AFSAI!) che partecipava ad un progetto a Nairobi.....e quasi mi passa inosservata la frase “pensa se l’avessimo mandata dove devi andare tu”! Avrei capito solo in seguito....

Il giorno della partenza sono al top dell’ emozione, dell’ eccitamento e della grinta.....mi sento pronta e non vedo l’ ora. Partenza alle 9 del mattino.......8 ore di viaggio su un bus locale....ovviamente unica ‘bianca’....tutti che mi guardano e io che mi sento a mio agio tra di loro.....bellissima sensazione! Il viaggio e’ lungo e il panorama mozzafiato.....su per gli altopiani, giu’ per la Rift Valley e poi di nuovo su’....mercatini, case costruite nel nulla, bambini per strada......e poi a un certo punto l’ autista che mi avvisa che sono arrivata......nel mezzo della strada!!

Scendo, e attendo il mio host father.....indovinate un po’ chi e’?! Il padre della direttrice dell’ ICYE Kenya....mi sembra un po’ strano ma in realta’ essere ospitata nella sua casa sara’ fondamentale per la riuscita del mio programma!! E’ un uomo di 80 anni che ne dimostra 65! Elegantissimo con giacca e cravatta, camicia super stirata e scarpe luccicanti, con una bella macchina e tutti lo salutano.....decisamente un look inusuale per il posto in cui mi trovo! Ci impieghero’ qualche giorno per rendermi conto che il mio host father e’ un politico famosissimo, per anni membro del parlamento kenyano, ricchissimo e beneffattore di tutte le strutture pubbliche nel giro di 70-100Km!! Mi ospitano in una fattoria con una casa in mattoni (una delle poche se non l’ unica), mi danno pure una stanza con un letto tutto mio (le altre case in legno ed eternit hanno solo una stanza dove si mangia e si dorme tutti assieme nello stesso letto) e c’e’ pure la servitu’! Per un momento mi sembra di essere catapultata nel set di ‘via col vento’.......casa stile coloniale e servitu’......ci metto un po’ ad ambientarmi. E indovinate un po’ chi e’ il preside della scuola dove iniziero’ il mio programma?! Ovviamente uno stretto amico del mio host father, come anche il direttore dell’ ospedale a circa 30 km di distanza, i presidi delle altre altre scuole dove vengono ospitati altri volontari e via dicendo. A questo punto la situazione e’ abbastanza chiara o almeno a me cosi sembra......ufficio in Nairobi gestito dalla figlia, padre referente locale e smistamento alle strutture degli amici di volontari europei e americani, cioe’ potenziali portatori di aiuti....un ottima catena di montaggio di volontariato e...... di business economico poco chiaro. Il bello e’ che niente avviene di soppiatto....infatti da li a poco inizieranno le richieste ‘assurde’ di soldi!

Il giorno successivo finalmente arrivo alla scuola e incontro i bambini....il vero motivo che mi ha portato fin qui......sono straordinari da subito.....tanti denti bianchi sorridenti, tante domande, tante curiosita’, tanti abbracci! Tutto questo mi ripaghera’ e mi aiutera’ a passare le prossime 4 settimane.

Qualche giorno nel piccolo villaggio di Ensakia e capisco che devo mettere in opera tutti i metodi di sopravvivenza che conosco! Mi trovo in un grande villaggio dove le case distano tra di loro qualche chilometro, non ci sono strade e l’ unico ad avere una macchina e’ il mio host father. Siamo a circa 850 Km da Nairobi e a circa 50 Km dalla cittadina di Kisii. Non mi posso muovere da sola, le distanze sono troppo grandi e la zona poco sicura. L’ unica casa ad avere una pseudo fornitura elettrica e’ quella dove sono ospitata (1 giorno di corrente e 3 giorni di black out), le comunicazioni con l’ Italia sono difficilissime, a giorni impossibili! Piove intensamente ogni giorno e la sera si accende il fuoco per riscaldarci. Non c’e’ acqua corrente e non esiste acqua in bottiglia!!! L’ unica acqua disponibile e’ quella del fiume, colerica, che viene raccolta e messa in delle cisterne e distribuita al mattino in una piccola quantita’ per lavarsi e bere! A questo punto mi sento del tutto una scema ricordandomi delle raccomandazioni che generalmente do ai miei pazienti.......di non bere mai acqua se non quella imbottigliata.......ebbene per 4 lunghe settimane ho calcolato la quantita’ di acqua colerica che potevo bere senza raggiungere una carica batterica tale da causarmi patologia!! Non ricordo quante volte ho sognato un bicchiere di acqua! E ho pregato......perche’ il secondo problema e’ stata l’ assenza dei bagni!

Per fare la doccia si va dietro a dei muri all’ aperto e per andare in bagno ci sono delle specie di cabine con delle buche nel terreno. Questo significa che da quando fa buio, circa alle 18 fino alle 6 del mattino successive non c’e’ modo di accedere a queste toilets! Il blocco psicologico e’ imminente e la fortissima disidratazione per la mancanza di acqua non si fa attendere!!! L’ alimentazione e’ estremamente monotematica, farina di mais, erba e banana, sempre. Non esiste nessun alimento di tipo animale. Le uniche bevande presenti sono the’ e latte di mucca direttamente dall’ animale.....ovviamente la pastorizzazione non hanno idea di cosa sia! Tutti i sintomi dell’ anemizzazione sono presto visibili, per fortuna li riconosco e non mi agito, tenendoli sotto controllo come posso. Non esistono negozi, quasi niente viene venduto e le famiglie mangiano solo quello che riescono a produrre nel loro piccolo orto......alcuni hanno il mais, altri hanno il the, altri le banane......e tutto viene coltivato nelle terre dove vengono sepolti i cadaveri.....non esistono infatti i cimiteri.

Sicura di aver fatto tutte le vaccinazioni mi impietrisco quando realizzo di non aver fatto l’ antirabbia quando nella casa del vicino muore un bambino di rabbia. Tifo, malaria e aids sono all’ ordine del giorno......nessuno si preoccupa dell’ ebola....da anni e’ presente nella zona il cosidetto ‘cugino’ dell’ ebola , il Marburg virus che miette vittime con piccolo focolai epidemici di anno in anno. Un giorno una bambina sviene a scuola e cadendo sbatte violentemente la testa sul muro, quando si riprende non riesce piu’ a parlare. Viene presa di peso e letteralmente buttata sul prato della scuola e viene lasciata li in attesa degli eventi. Non esistono ambulanze, nessun presidio di primo soccorso, nessun farmaco e non c’e’ nessuna possibilita’ di portarla in un ospedale....ho lavorato 1 ora affinche’ fosse in grado di tornare per lo meno a casa! Questo fatto mi mette in guardia e mi fa capire che se mi dovesse accadere anche solo un piccolo taglio o incidente la situazione potrebbe essere seria.

L’ odore degli escrementi degli animali e’ fortissimo ovunque e l’ immondezza di ogni tipo predomina in ogni angolo visto che non esiste nessun sistema di raccolta. Le condizioni igieniche sono impressionanti....si aspettano le pozze di pioggia per lavarsi. C’ e’ un fanatismo estremo nel stringere la mano.....per non parlare poi nei miei confronti.....tutti mi vogliono toccare pelle e capelli......la roba viene lavata nell’ acqua sporca del fiume e stesa sugli escrementi degli animali nei prati....come anche piatti e stoviglie....le posate non esistono. Nessuno ha mai visto uno spazzolino, un detergente, una crema....un fazzolettino.....della biancheria.....I neonati non conoscono biberon, se non mangiano al seno li lasciano morire, non esistono passeggini e niente pannolini....il resto lo lascio immaginare.....

I bambini sono del tutto senza affetti, vengono usati dalle famiglie per cercare dell’ acqua e maltrattati nelle scuole, bastonati sulla schiena per terra per futili motivi. Alla mia domanda sul perche’ li bastonassero rispondevano che era lecito perche’ e’ scritto sulla Bibbia. Un bambino di 13 anni e una bambina di 10 anni vengono fatti sposare perche’ si sono allontanati dalla scuola assieme.... Pregano ossessivamente e seguono la chiesa avventista del 7’ giorno. A volte quello che mi spaventa di piu’ non e’ tanto la poverta’ di questa gente quanto la chiusura mentale che li accompagna!

Bambini e bambine vengono rasati affinche’ perdano la loro identita’ e siano solo dei numeri (come nei campi di concentramento), alle bambine viene insegnato che non e’ permesso indossare un pantalone e avere i capelli lunghi.

Io sono la loro finestra sul mondo, mi chiedono dell’Italia e della vita al di fuori di li e hanno voglia di sapere.....io sono la loro protezione perche’ in mia presenza vieto di bastonarli fino a dover minacciare gli insegnanti di scrivere al Ministero dell’ educazione.....io sono la loro speranza perche’ gli incoraggio a non arrandersi e li rincuoro della presenza di una vita diversa.

Passano 4 settimane......fossero state 5 forse non ce l’ avrei fatta......non mi sono mai ammalata, non ho avuto mai un mal di pancia, mi sono anemizzata e disidratatta ma il mio organismo ha reagito in maniera sorprendente se non miracolosa!! 4 settimane senza acqua, senza carne, senza un bagno......tutto attentamente studiato....quanto magiare, quanto bere....a che ora andare in bagno. 4 settimane di estrema attenzione a non farmi male, ad evitare serpenti e cani rabbiosi.....4 settimane di insomnia......4 kg in meno (non che mi dispiacia!).

I bambini sono stati la mia vittoria e sono il motivo per cui rifaro’ un esperienza simile in futuro, sono loro che mi fanno vedere il lato positivo di questo viaggio. Gli adulti kenyani sono stati la mia grande delusione, estremamente razzisti verso gli occidentali, sono fieri di ripetere che non vogliono che i loro bambini diventino come i bambini bianchi. Affermano che l’uomo bianco e’ il male del mondo, dedito all’ alcool, al fumo e al denaro....per non parlare poi della religione cattolica che secondo loro ci sta imbrogliando spacciandoci come idoli il Papa o i Santi. Infine e’ totale il mio disgusto per la pressione finanziaria esercitata sui volontari e immagino che con ragazzi giovani e inesperti riescano a guadagnare ingenti cifre! E’ da anni che frequento realta’ africane e conosco il loro comportamento nei confronti degli occidentali ma non mi era mai capitato di incontrare dei veri e propri gruppi di spudorati approffittatori. Fanno pressione psicologica su chi arriva precisando che tutti quelli che sono arrivati prima hanno contribuito economicamente e raggirano i poveri malcapitati convincendoli che esistono delle commissioni di controllo e ricevute di pagamenti ma in realta’ i comitati di controllo che approvano i progetti per scuole e ospedali sono formati sempre dalle stesse persone che sono d’ accordo tra di loro nella gestione dei soldi che ottengono e delle ricevute eventuali poi da mostrare.......i progetti da loro proposti sono sopravalutati..... (a me per esempio sono stati chiesti euro 7500 solo per acquistare dei libri...che ovviamente non ho dato!). Non sono in grado di gestire contanti e ben pochi di questi soldi saranno usati in realta’ per i bambini. Se proprio si vuole fare una donazione invito a fare come me, comprare direttamente il materiale che si vuole donare e concentrarsi su cio’ di cui i bambini necessitano!

Concludo comunque con un bel ricordo di questa esperienza e anche con po’ di insana nostalgia. Una grande emozione rientrare in Italia e fare il punto dell’ esperienza col senno del poi! La consapevolezza di quello che e’ stato e di quello che sarebbe potuto essere mi accompagna ogni giorno. Forse l’ incoscienza dei piu’ giovani e la non responsabilita’ verso un figlio mi sarebbe stato d’ aiuto ma quella forza psicologica e la gioia che volevo sperimentare un’ altra volta non e’cambiata.....e’ sempre la stessa ed e’ il migliore imput che si possa ricevere!!  Spero di poterla ripetere in un vicino futuro magari con una piu’ attenta valutazione dei rischi eventuali. Di sicuro il Kenya e’ stata una sorpresa da tutti i punti di vista!!

Barbara Deiana