Roberto Comparini - SVE Perù 2009

Inserito il 30/04/2012 alle ore 16:18

Bene, ci siamo tutti, partiamo?"

Chi non ha mai fatto un'esperienza nei paesi poveri e viene qui in Perù deve aspettarsi di tutto. Per andare in un piccolo villaggio si va con un'auto collettiva e, specifica il conduttore "non si parte fino a quando l'auto non è piena". Così penso: "Devo aspettare che arrivino altri tre passeggeri e poi si va". Quando arriva il quarto chiedo "Bene, ci siamo tutti, partiamo?" Mi rispondono: "No, mancano due persone! Quattro passeggeri stanno dietro e due davanti". Alla fine non siamo partiti in sei, ma in otto più il conducente! Tutti nella stessa auto con il bagagliaio pieno di cose... altrimenti potevano starci ancora altri passeggeri!
Questo è solo uno delle cose bizzarre che possono capitare stando qui.

Mi trovo a Huanuco dove insegno ai bambini che lavorano nei mercati. I genitori vogliono che loro contribuiscano a mantenere la famiglia, così vanno a vendere borse di plastica per chi fa la spesa, limoni e altre cose. Con me e la mia collega che viene dalla Spagna imparano molte cose tra cui matematica, inglese e geografia. Nelle scuole dove vanno non imparano granché. Ci sono bambini che a dieci anni non sanno leggere e nonostante ciò tutti gli anni passano alla classe successiva. L'insegnamento è mnemonico, quindi quando noi poniamo una domanda, spesso il silenzio la fa da padrone... non sono abituati a ragionare, ma solo a ripetere. Anche quando si tratta di disegnare, il loro sguardo è rivolto alla ricerca di un'immagine da ricopiare. Con noi scoprono che non tutte le persone con la pelle bianca vengono dagli Stati Uniti e che l'Europa non confina con il Canada.

Si gioca molto con loro, perché questi ragazzi non hanno il tempo per farlo se alla mattina lavorano e al pomeriggio vanno a scuola o viceversa. Dire bugie è una cosa normale per loro, soprattutto nel gioco dove pur di vincere imbrogliano in tutte le maniere. La cosa poi non sparisce con l'avanzare dell'età. Quando alla sera vado a giocare a calcio con i ragazzi dai 20 ai 30 anni, assisto a cose assurde. Ovviamente quello che si pratica qui non è proprio il calcio che ci aspettiamo: le regole non esistono!

Quando cammino per la strada sento gli occhi della gente addosso. I bambini mi guardano come se io fossi un extraterrestre. Non essendo Huanuco una città turistica, vedere un "gringo" (così chiamano la gente dalla pelle bianca) significa vedere qualcosa di raro.

In compenso il senso di ospitalità è molto grande, tanto che spesso ti senti in imbarazzo. Ti trattano come un figlio e spesso di offrono di più di quello che loro usualmente mangiano. Per restare nel tema qui s'incontrano piante e frutti che mai avevo visto prima, come il "camu camu", la granadilla, camote, la banana arancione, ecc.

Una cosa che invidio tantissimo di questa società è la multietnicità. In Perù puoi incontrare discendenti di cinesi, i "gringos", africani (specialmente nella costa), meticci, cholas (una razza locale, ecc). Nei villaggi la gente è molto timida e rispecchia l'idea che noi europei abbiamo del Perù, cioè tutti indossano i vestiti tradizionali molto colorati e portano il sombrero tipico.

Sono molto felice di stare qui e ovviamente consiglio a tutti un'esperienza in un paese come questo, perché s'impara come esistono altri mondi nel nostro pianeta e così si apprende come rispettare le nostre diversità.