Manuel Impellizzeri- SVE Colombia 2012

Inserito il 30/08/2012 alle ore 17:34

Cos’è la Colombia?
Bella domanda..
Potrei partire dicendo che è stato definito il paese più felice del mondo,
potrei sottolineare la bellezza estetica, oppure soffermarmi sul calore che si respira.
Di sicuro non è cocaina e delinquenza..questo dobbiamo togliercelo dalla testa!!! facendoci
Credo che questa convinzione sia fomentata dal fatto che in Italia non arrivi mai una notizia dell’America latina facendoci rimanere nell’ignoranza. Aiuterebbe a conoscere, a intensificare la curiosità e ad ammorbidire a poco a poco i pregiudizi  sarebbe bello ma così non è!
Il mio SVE? Vivo a Bogotà, il mio progetto lo svolgo in due strutture chiamate “comedor” da comida : pasto. Difatti sono principalmente mense dove ogni giorno passano dalle 300 alle 400 persone per lo più bambini e anziani. In Colombia c’è una cordialità eccessiva, tutti si danno del lei (compresi i bambini) quando qualcuno ti saluta aggiunge sempre como esta? E il più delle volte la risposta è “bien gracias si senor”insomma è buffo per noi europei. Però quello che dovremmo imparare è la voglia di fermarsi anche solo per dieci secondi a regalarti un sorriso, una stretta di mano e una parola. Nelle ore della mensa mi occupo o della registrazione dei partecipanti o aiuto gli anziani con la fila.. mentre nelle altre ore attività ricreative.. nello specifico “lezioni di Italiano”, “lezioni di chitarra” e “costruzione di strumenti musicali con oggetti riciclati”, questa è quella che preferisco poiché ci vedo la creatività il divertimento e l’educazione verso il riciclaggio. Certo non sempre è facile soprattutto con i bambini più piccoli (5/6 anni) ma ci proviamo. E in più non manca il tempo di sedersi al tavolo di qualche anziano ad ascoltare storie represse dentro la loro solitudine. I bambini non sono orfani, hanno almeno un genitore che però magari non lavora o che guadagna il minimo per pagare l’affitto mentre gli anziani ahimè alcuni sono letteralmente abbandonati. Purtroppo non tutti hanno il privilegio della cena. Ciò nonostante sfoggiano sorrisi incredibili e una attitudine estremamente positiva.
C’è molta povertà, in alcuni quartieri ancora non arriva neppure l’acqua e le persone si spostano a piedi o con cavalli. E’ una grande città latina spezzata in due, se ti sposti di qualche km a nord t’imbatti in macchinoni e locali di lusso.
Per il resto Bogotà è una “locura” devi prenderle le misure, il primo mese non sai dove sbattere la testa ma presto impari. Per es: non esistono le fermate degli autobus, dove sei sei, alzi la mano e questi inchiodano senza mettere la freccia. Esiste una sorta di guerra per quel che riguarda il trasporto poiché il servizio è per lo più privato;  i conducenti guadagnano in base alle persone che recuperano.  Alle volte sembra di essere in un video game dove tutti sfruttano qualsiasi spiraglio per azzardare un sorpasso. All’inizio fa un po’ paura ma poi ti abitui anche a questo! la musica esplode da ogni vicolo, da ogni locale, da ogni casa.. e la “rumba” colombiana?! Beh è famosa in tutto il mondo.. qui non si risparmia nessuno!!!!

W lo SVE, W i Volontari, W la Voglia di stare insieme, di Parlare, Compartire ed Ascoltare!     

“Un giorno senti una forte compressione partire dal basso…
Ti chiedi cosa sia, da dove sia fuoriuscita..
dopo pochi mesi ti scopri in un paese straniero dove devi re imparare tutto..
parlare, prendere l’autobus, conoscere, lavorare..
passa il tempo e tutto diventa sempre più naturale
come se piano piano non ti sentissi più straniero!
La rubrica pullula di numeri, le parole escono spontanee,
non sempre corrette ma sufficienti per comunicare con tutti..
Gli occhi e i sorrisi dei bambini arricchiscono ogni attimo, ogni gesto..
Cammini, parli, ridi, t’interroghi e piangi all’occorrenza
non è cambiato niente
se non la solitudine a cui poter dar sfogo ogni qualvolta lo desideri
Son cambiate le persone
le parole, le storie, le emozioni, i profumi
Senti una forte leggerezza
sollevarti ogni mattina
Senti un soffio di vento rinfrescarti le nuca.
E’ allora che inizi a capire cos’era quella maledetta compressione…”

Manuel - Bogotà 2012