Davide Pontrelli - SVE in Inghilterra, Preston 2009

Inserito il 28/10/2011 alle ore 14:33

Sve a Preston

Vivere un’esperienza di volontariato a Preston, in Inghilterra, non è difficile, ma non è nemmeno così semplice. E’ sicuramente un’esperienza che se tornassi indietro rifarei con tutto l’entusiasmo con cui l’ho fatta. Dico così, perché tutte le aspettative, le idee, le immagini che possiamo crearci nella testa prima dell’arrivo, o prima di sentirci parte del progetto e della città,  sono completamente differenti da ciò che sono poi nella realtà. Settimane piene, stimolanti si alternano a lunghi periodi di noia e di staticità, anche interiore. In Csv (Community Service Volonteer), cioè l’ufficio dove il progetto si svolge, ci sono giorni in cui un progetto si accavalla all’altro, dove il lavoro è tanto e ci si sente soddisfatti, ma anche lunghissimi periodi dove il da farsi è pari a zero. Questo all’inizio può essere preso come un male, anche per le difficoltà iniziali dovute all’impatto con persone, modi di fare e lingua. Ma tutto il tempo libero che si accumula, può essere fonte di realizzazione di progetti personali, usando gli strumenti che il Csv mette a disposizione; imparare nuovi processi di realizzazione di video, nuove tecniche di comunicazione e prendere coscienza più approfondita dei diversi software che si utilizzano in tali processi. Rendere produttivo tutto il tempo libero che si ha è fondamentale. Ed è l’unico modo per tornare con più competenze professionali. La noia di una piccola cittadina a Nord dell’Inghilterra è insita nelle persone, nella loro chiusura e nella loro non-socievolezza; ma i vari training e seminari con altri volontari, la possibilità di visitare altre città e, nel mio caso, anche altri paesi, e quindi conoscere tante persone di tantissime nazioni, situazioni e condizioni differenti; danno la possibilità di dimenticare o di controbattere alla noia che altrimenti, senza spirito di intraprendenza, si cucirebbe addosso. Vivendo in una realtà come questa, dove il tempo, gli orari, le abitudini e le persone sono completamente diverse da quelli che noi in Italia abbiamo, queste giornate passate nei training e nei seminari danno la possibilità di creare dei legami anche stretti, mettere le basi per futuri progetti e allargare i propri orizzonti, lavorativi e personali. Alla luce di tutto questo mi sento di poter dire che lo Sve è un’ottima esperienza, che vale assolutamente la pena di fare. Pensateci.